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Il diritto allo studio

Cause e conseguenza di un diritto negato a molti

Il diritto all'istruzione dei bambini è garantito dalla Convenzione Internazionale dei diritti dell'infanzia; non un obbligo o un dovere, lo studio è un diritto ancora oggi negato a molti bambini e ragazzi nel mondo. Il diritto di andare a scuola e ricevere un'istruzione è indispensabile per lo sviluppo del bambino e per offrire un futuro migliore.



Samantha Reinders/ActionAid


Analfabetismo

In tutto il mondo, ci sono circa 750 milioni di adulti che non sanno né leggere né scrivere. La maggior parte di loro, circa i due terzi del totale, è costituita da donne. Ma quello dell'analfabetismo è un problema che non risparmia nemmeno bambini e bambine, ragazzi e ragazze. Si stima che, in tutto il mondo, circa 617 milioni di bambini e adolescenti non sappiano leggere, scrivere né svolgere le più elementari operazioni matematiche. I bambini (età compresa tra i 6 e gli 11 anni) che si trovano in queste condizioni sono 387 milioni. Questo significa che più della metà dei bambini del mondo non riceverà tali basilari conoscenze e sarà, in pratica, del tutto analfabeta (dati: Unesco).

Gli analfabeti nel mondo sono 766 milioni

Di questi, 67 milioni sono bambini, soprattutto bambine, tra i 5 e 9 anni. Il 75% si trova nell'Africa subsahariana e Asia meridionale. L'Unesco mette in guardia il mondo da questa terribile piaga: "L'alfabetizzazione è al centro dell'istruzione di base per tutti ed è indispensabile per il raggiungimento di obiettivi come l'eliminazione della povertà, la riduzione della mortalità infantile e della crescita della popolazione, il raggiungimento dell'uguaglianza di genere e la garanzia di uno sviluppo sostenibile, della pace e della democrazia". Orrori e sopprusi lasciano spesso in secondo piano il tema dello studio, ma è il diritto all'istruzione e la garanzia a un'educazione dignitosa che permettono ai bambini di oggi di essere uomini migliori domani. Dall'assenza di istruzione nascono molti dei problemi che oggi affliggono il mondo, in particolare quello che chiamiamo "Terzo Mondo". l'ignoranza è parte del presupposto affinché si generi odio e violenza; ai bambini a cui è negato l'accesso alle scuole è altrettanto impedito il progresso, la conoscenza e quindi l'evoluzione dalla loro condizione originaria. Bisogna lottare affinché la conoscenza diventi un diritto per tutti.
I venti Paesi dove il tasso di analfabetismo supera la metà della popolazione sono: Afghanistan, Benin, Burkina Faso, Repubblica Centrafricana, Ciad, Comoros, Costa d’Avorio, Etiopia, Gambia, Guinea, Guinea-Bissau, Haiti, Iraq, Liberia, Mali, Mauritania, Niger, Senegal, Sierra Leone, Sudan del Sud.

Abbandono scolastico

Nel 2017, i bambini e gli adolescenti che non andavano a scuola erano circa 262 milioni. Composti da:

  • 64 milioni di bambini in età da scuola primaria;
  • 61 milioni di bambini in età da scuola secondaria inferiore;
  • 138 milioni di bambini in età da scuola secondaria superiore.
  • In poche parole, a tutti questi bambini sarà negato il diritto all'educazione e all'istruzione (dati: Unesco).

    Quali sono le cause?

    Sono diverse, radicate e difficili da estirpare. Le scuole sono inesistenti, o troppo care, o troppo lontane. Spesso, sono gli stessi genitori che non comprendono l'importanza dell'istruzione e preferiscono che i loro figli lavorino fin da piccoli oppure restino a casa a dare una mano.
    Le conseguenze peggiori ricadono sulle bambine. Molte famiglie con pochi mezzi preferiscono far studiare i figli maschi. Le bambine vengono, in molti casi, costrette a matrimoni forzati per non essere di peso ai loro genitori.

    E le conseguenze

    Povertà e analfabetismo sono due problemi strettamente correlati. Chi non è istruito, infatti, non sa quali sono i propri diritti e come fare per rivendicarli. Inoltre, chi non è istruito non ha nemmeno la possibilità di trovare un lavoro dignitoso. La conseguenza, come sempre, è la povertà. In una sorta di circolo vizioso dal quale è difficile fuggire.

    Una storia per raccontarne tante

    È quella della piccola Chuon, che vive in Cambogia. Il suo sogno era semplice: diventare una maestra e aiutare le altre ragazze del suo villaggio. Ma Chuon è nata in una famiglia molto povera in un'area rurale e remota della provincia di Pursat. La scuola è troppo lontana e troppo cara. Il suo sogno, in queste condizioni, rischia di restare tale e lei sarebbe condannata a una vita segnata dalla povertà.

    La Convenzione sui Diritti dell'infanzia

    Gli Stati parti riconoscono il diritto del fanciullo all'educazione; così inizia l'articolo 28 comma 1 della Convenzione dei diritti dei bambini. E il comma 2 specifica ulteriormente: Gli Stati parti adottano ogni adeguato provvedimento per vigilare affinché la disciplina scolastica sia applicata in maniera compatibile con la dignità del fanciullo in quanto essere umano e in conformità con la presente Convenzione.