Mutilazioni genitali

Il fenomeno nel mondo

Le mutilazioni genitali femminili (MGF) rappresentano una delle più gravi forme di violenza sulle donne. Si tratta di una tradizione che si tramanda da secoli e che in alcuni Paesi viene considerata come un passaggio fondamentale nella vita delle bambine per preservarne la “purezza”.

Sono oltre 3 milioni le bambine che in Africa, ogni anno, sono a rischio di mutilazioni genitali. Le madri, malgrado conoscano bene il dolore che questo provocherà loro, non riescono ad affrontare la pressione sociale cui sarebbero esposte in caso di rifiuto. Infatti chi non si sottopone all’operazione viene considerata “impura” e molto difficilmente troverà un uomo che vorrà sposarla. Nel mondo circa 200 milioni di ragazze e donne convivono con una mutilazione e sopportano le conseguenze psicologiche e fisiche che le pratiche di asportazione e incisione comportano.

Le conseguenze più gravi delle MGF sono:

• Rapporti sessuali impossibilitati o difficoltosi;
• Difficoltà e atroci dolori al momento del parto (in molti casi, il neonato non sopravvive);
• Insorgenza di cistiti, ritenzione urinaria, infezioni vaginali, perdite ematiche;
• Abbandono scolastico (dopo le FGM, le bambine e le adolescenti sono considerate “adulte” e quindi pronte al matrimonio);
• La morte, per complicazioni e infezioni di varia natura, della donna che ha subito le mutilazioni.

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L'intervento di ActionAid

  • Supportiamo legalmente e psicologicamente le donne che hanno subito abusi e violenze aiutandole a rialzarsi;
  • Promuoviamo campagne di sensibilizzazione sulla violenza di genere coinvolgendo anche uomini, anziani, leader religiosi e istituzioni;
  • Nelle scuole informiamo le bambine sui loro diritti e sulle leggi esistenti per tutelarli;
  • Gestiamo cooperative femminili e corsi di avviamento professionale per garantire alle donne maggiore indipendenza.

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