Esperienze di adozione a distanza

C’è chi ha deciso di incontrare il bambino che sostiene da anni. C’è chi ha voluto lasciare la propria opinione. In entrambi i casi, stiamo parlando di persone che hanno deciso di vivere una delle esperienze più toccanti: l’ adozione a distanza. Esperienze che queste stesse persone hanno deciso di condividere con chi, come te, sta pensando di dare il proprio contributo.

Le opinioni su ActionAid

Le vostre opinioni, per noi, sono importanti. Perché se riusciamo ad assicurare i diritti al cibo, acqua, istruzione e cure mediche a tanti bambini che vivono nei Paesi più poveri del mondo, lo dobbiamo al vostro contributo. E ci auguriamo che le opinioni di chi ha scelto di farlo possano essere per te un incentivo in più per compiere questo grande gesto di umanità.

Testimonianze di chi ha visitato il bambino

L’adozione a distanza è un legame che costruisci con il bambino, un legame più forte della distanza e delle differenze culturali. Per capire davvero cosa significhi, c’è un solo modo: leggere le testimonianze di chi ha vissuto uno dei momenti più belli di questo percorso, ovvero l’incontro con il bambino o la bambina nella comunità in cui vive, toccando con mano la sua realtà, il suo mondo.

Guarda il video

Il viaggio di Letizia

Cambogia - Aprile 2015

Letizia

“Thenay era davanti a me. Non una bimba come ricordavo, ma una ragazza quindicenne, timida, bellissima, alta, con un sorriso riservato e brillante e forse agitata un po’ come me. In quel momento non ho capito più nulla. Era tutto vero. Non era più solo un disegno o una rivista trimestrale, ma vite vere”.

Guarda il video

Giovanna e Rhamiri

India - Dicembre 2016

Giovanna

“Nel mio ultimo viaggio in India ho deciso di chiedere la possibilità di vedere il mio bambino, Tufan. Siamo arrivati nel suo villaggio, a 1 ora da Calcutta. Ho preso Tufan per mano e senza neanche accorgermene stringo la mano anche alla sua mamma, che con gli occhi gonfi di lacrime mi sorride e in hindi mi dice: Grazie!”

Guarda il video

Giulio e Maya

Haiti - Marzo 2017

Giulio

“Ho deciso di partire per Haiti e incontrare la mia bambina. Ho incontrato Marinette nella sua scuola, composta da una serie di casette. C’era un centinaio di bimbe dai 4 ai 12 anni. Mi piace pensare a queste bambine come a future infermiere, dottoresse, insegnanti, augurandomi per loro un futuro carico di riconoscimenti e soddisfazioni”.