Esperienze di adozione a distanza

Le opinioni su ActionAid

C’è chi ha deciso di incontrare il bambino che sostiene da anni. C’è chi ha voluto lasciare la propria opinione. In entrambi i casi, stiamo parlando di persone che hanno deciso di vivere una delle esperienze più toccanti: l’adozione a distanza. Esperienze che queste stesse persone hanno deciso di condividere con chi, come te, sta pensando di dare il proprio contributo.

Le vostre opinioni, per noi, sono importanti. Perché se riusciamo ad assicurare i diritti al cibo, acqua, istruzione e cure mediche a tanti bambini che vivono nei Paesi più poveri del mondo, lo dobbiamo al vostro contributo. E ci auguriamo che le opinioni di chi ha scelto di farlo possano essere per te un incentivo in più per compiere questo grande gesto di umanità.

Annarita

“Mi sembra ieri quando vi ho conosciuto e ho deciso di darvi una mano. E ho ancora nel cuore Nodi, la bambina del Bangladesh che in pratica ho visto crescere, anno dopo anno, tra le fotorafie e i disegni con i messaggi. Grazie a voi e al vostro supporto avevo acquistato qualcosa: la gioia e la consapevolezza di avervi dato una mano a far si che una bambina e la sua famiglia raggiungessero la piena autonomia in libertà e con dignità”.

Antonella

“Sono molto contenta della scelta che ho fatto anni fa e orgogliosa di far parte di questa grande “famiglia” che a nome anche mio soccorre persone in grande difficoltà. In questa parte del mondo, a volte, mi trovo a pensare come si può vivere senza acqua a disposizione, o mezzi di trasporto, o senza tutto quello che si dà per scontato. La mia è una goccia nell’oceano ma ne sono molto contenta, grazie per tutto quello che fate!”

Nevio

“Ho ricevuto recentemente il disegno di pastello a cera di Faradowsa che apprezzo sempre volentieri. E nell’occasione di questo ricordo, essendo un ex insegnante di arte ho una maggiore ammirazione per questi disegni espressivi, fatti di simboli, di ideogrammi, che sono immagini di sintesi spontanea e profonda”

Gabriele

“Quando ho aderito alla vostra iniziativa non mi ponevo l’obiettivo di “adottare” un bambino a distanza, bensì quella di collaborare con voi nell’aiutare una comunità. Perciò apprezzo molto il vostro operato che intuisco avere la stessa finalità. Avere poi un rapporto “delicato” con un bambino contribuisce a rafforzare il rapporto che ci lega nel comune intento”.

Anna

“Sono orgogliosa di fare parte di ActionAid da ormai 15 anni, cioè da quando ho iniziato ad essere economicamente indipendente. Ritengo sia stata una delle cose più belle e gratificanti che abbia fatto in vita mia!!! ActionAid è stata in primo luogo di aiuto a me! Se solo avessi un briciolo di coraggio in più, partirei per conoscere il mio piccolo amico (è il terzo che seguo)…ma va bene anche così. Spero di camminare al vostro fianco ancora per tanti anni. Mille volte grazie per quello che fate”

Testimonianze di chi ha incontrato il bambino

L’adozione a distanza è un legame che costruisci con il bambino, un legame più forte della distanza e delle differenze culturali. Per capire davvero cosa significhi, c’è un solo modo: leggere le testimonianze di chi ha vissuto uno dei momenti più belli di questo percorso, ovvero l’incontro con il bambino o la bambina nella comunità in cui vive, toccando con mano la sua realtà, il suo mondo.

Letizia

“Thenay era davanti a me. Non una bimba come ricordavo, ma una ragazza quindicenne, timida, bellissima, alta, con un sorriso riservato e brillante e forse agitata un po’ come me. In quel momento non ho capito più nulla. Era tutto vero. Non era più solo un disegno o una rivista trimestrale, ma vite vere”.

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Maria

“Poter vedere Sally e il suo sorriso dal vivo mi ha regalato un’emozione che tutti dovrebbero provare, perché non ha prezzo ed è inspiegabile a parole. Anche i miei figli conserveranno per sempre questo ricordo significativo che li accompagnerà e arricchirà anche quando saranno adulti.”

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Giulio

“Ho deciso di partire per Haiti e incontrare la mia bambina. Ho incontrato Marinette nella sua scuola, composta da una serie di casette. C’era un centinaio di bimbe dai 4 ai 12 anni. Mi piace pensare a queste bambine come a future infermiere, dottoresse, insegnanti, augurandomi per loro un futuro carico di riconoscimenti e soddisfazioni”.

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